LA STORIA - Comune di Neggio

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A Neggio non mancano le testimonianze di epoche lontane. Alcune tombe risalirebbero ad un periodo compreso tra il IV e II secondo a.C., mentre ulteriori ritrovamenti sarebbero dell'epoca tardo-romana (vedi A. Crivelli su "Atlante storico e preistorico della Svizzera Italiana", IET, 1943, 2 volumi.
Per risalire alle prime testimonianze scritte, dobbiamo invece aspettare il Medioevo. Neggio compare - secondo quanto è dato di leggere su "Patriziati e patrizi ticinesi" di Flavio Maggi - negli elenchi comaschi come Negio. Dal XV secolo Neggio figura come Comune (doveva 5 soldati alle truppe del Duca), mentre nel 1611 riusciva a staccarsi definitivamente dalla Parrocchia di Agno, fondandone una autonoma. Le prime notizie sulla popolazione risalgono, come nella maggior parte delle comunità ticinesi, alle visite pastorali dei vescovi di Como e all'obbligo dei parroci - successivo al Concilio Tridentino - di registrare le anime dei propri parrocchiani sul finire del Cinquecento. Nel 1591 Neggio contava così 10 fuochi.

Il primo documento in possesso dell'attuale amministrazione patriziale, ed è anche il più importante, è del 15 marzo 1914 e testimonia la costituzione dell'Ufficio patriziale.

Le famiglie patrizie sono: Bolli, Notari, Pianca, Soldati, Banchini, Galeazzi, Orlandi e Sciora (le ultime quattro estinte sul suolo patriziale).


 
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